Instagram: arrivano i nanoinfluencer

Instagram: arrivano i nanoinfluencer

PERCHÉ I GRANDI INFLUENCER HANNO LE ORE CONTATE

nanoinfluencer


Se nel 2018 non hai mai sentito il nome di Chiara Ferragni forse non leggerai mai questo articolo, perché vivi su un albero in qualche foresta sperduta in compagnia di animali parlanti e fatine. Se lo conosci, invece, probabilmente fai parte dei suoi 13 milioni di follower su Instagram e ogni giorno segui la sua vita perfetta pensando “Vorrei tanto essere come lei”.

Ecco, per te ci sono una notizia buona e una cattiva. Quella buona è che potresti diventare un influencer anche senza i numeri della Chiara nazionale. Quella cattiva è che dovresti accontentarti di un livello di lusso decisamente meno elevato. I brand stanno infatti lentamente modificando i loro programmi di influencer marketing virando verso figure meno famose, con un numero di follower molto limitato, per sfruttarne la genuinità e il costo basso. È l’alba dei nanoinfluencer.



Perché gli influencer famosi non convengono più



Come chi lavora per qualsiasi azienda grande o piccola ben sa, la prima domanda a cui bisogna rispondere prima di attuare qualsiasi azione di marketing è “Quanto costa?”. Nella fattispecie tanto. Tantissimo. Per dare un’idea, Chiara Ferragni chiede in media 19.500$ a post per sponsorizzare un prodotto. Nella classifica mondiale 2018 stilata da Hopper HQ l’influencer italiana è al terzo posto nella categoria Fashion. Kylie Jenner, che guida la chart generale dei profili Instagram più ricchi, arriva al milione di dollari.

Con i grandi influencer, però, spesso le difficoltà iniziano ben prima della contrattazione del prezzo. La fama fa sì che le caselle messaggi siano sempre piene e la tua richiesta di partnership può perdersi in mezzo a tutte le altre. DI frequente capita di aspettare mesi per una risposta, a volte per sempre. E poi intermediari e mezze figure: prima di poter parlare faccia a faccia si presentano parecchi altri ostacoli.

Nella comunicazione di un contenuto il linguaggio è fondamentale. Gli influencer famosi tendono ad averne uno personale, consolidato nel tempo e riconoscibile per il pubblico. Per questo è molto difficile convincerli a pubblicizzare il tuo prodotto con parole che scegli tu. Il compromesso è possibile, ma penderà più facilmente dalla loro parte.

Ok, è complicato contattare un grande influencer. Ma una volta che ci riesco ottengo i risultati in cui spero? Sì e no, per diversi motivi:

  • I loro profili hanno milioni di follower. Un bacino immenso, ma anche poco specializzato. Non è detto che il tuo prodotto interessi a tutti.
  • Gli influencer famosi pubblicizzano moltissimi prodotti ogni giorno. I loro seguaci vengono sommersi di annunci da coloro che, all’inizio, avevano iniziato a seguire per la qualità dei contenuti. Questo comportamento, alla lunga, mina la loro credibilità e rende gli utenti meno attenti ai brand pubblicizzati.
  • Oggi si può ottenere qualsiasi tipo di informazione sul web, compreso il cost per post degli influencer. La loro pubblicità a un prodotto, quindi, non ne attesta l’effettiva qualità: sono pagati troppo profumatamente per dire tutta la verità. 


L'ascesa dei nanoinfluencer



Un nanoinfluencer è una persona normale che possiede 1000-2000 follower su Instagram, a volte anche meno. È un comune mortale che non trae reddito dalla sua presenza sui social, ma ne conosce i meccanismi e sa usarli bene, nel suo piccolo. Pubblica contenuti che ottengono un buon numero di like e conosce tutti (o quasi) i propri follower. In definitiva, un nanoinfluencer rimane a contatto con il mondo reale.

L’utilizzo sempre più massiccio dei nanoinfluencer è già realtà nei Paesi anglosassoni, dove stanno nascendo agenzie specializzate nella gestione dei loro contatti. Come nota il britannico Guardian, è possibile che questa tendenza arrivi presto anche da noi perché presenta diverse caratteristiche davvero convenienti per i brand che vogliono approfittare della loro (limitata) visibilità.

Come prima partiamo dal prezzo, passando da cifre astronomiche alla possibile mancanza assoluta di cifre: spesso per ingaggiare un nanoinfluencer basta spedirgli campioni gratuiti del proprio prodotto. Il semplice fatto di sentirsi importante perché contattato da un’azienda e poterlo raccontare agli amici lo invoglia a collaborare senza chiedere nulla in più. Questo li rende convenienti anche per le piccole imprese e le startup, che di certo non possono permettersi la Kim Kardashian di turno.

I nanoinfuencer sono semplici da contattare. Basta una mail, o meglio un messaggio in Direct su Instagram per fargli sapere che segui il suo lavoro da vicino. Sentendosi lusingati dal fatto di essere stati scelti, puoi convincerli a veicolare comunicazioni più precise senza preoccuparti di adattarle al loro linguaggio.

I follower di un nanoinfluencer, in buona parte, lo conoscono personalmente e comunque sono veri, non generati da qualche bot. Si fidano di lui, a essi interessa davvero ciò che pubblica. Ecco perché i suoi post hanno un buon engagement. Pubblicizzare un prodotto tramite un nanoinfluencer significa strizzare l’occhio al magico meccanismo del passaparola: è più facile fare un acquisto consigliato da un amico piuttosto che comprare qualcosa che è stato suggerito da una celebrità in mezzo a mille altri annunci.

Presto sarà il momento dei nanoinfluencer: inizia a curare la tua presenza su Instagram e fatti trovare pronto!

Categoria

Social

Tags

web marketing,Social Media,Instagram