Generazione Z e Millennials: come cambiano le abitudini social

Generazione Z e Millennials: come cambiano le abitudini social

Nuove linee guida per i marketer

generazione z


Negli ultimi anni il grosso degli sforzi dei marketer si è concentrato nello sviluppo di strategie efficaci di engagement sui social dei cosiddetti Millennials, i consumatori nati tra la seconda metà degli anni Ottanta e la prima degli anni Novanta. Da quando esiste il web, tuttavia, il tempo corre all’impazzata e oggi c’è già un’altra generazione pronta a monopolizzare l’interesse dei brand, grazie anche a un potere d’acquisto medio mai visto prima.

I nati tra il 1997 e il 2010, già ribattezzati Generazione Z, hanno una caratteristica fondamentale: sono i primi veri nativi digitali. Non avendo mai conosciuto un mondo in cui internet non permea la vita delle persone in ogni suo aspetto, i giovani di questa generazione non concepiscono la distinzione tra vita online e vita offline e tendono a vivere l’esperienza social con più naturalezza, senza bisogno di creare attorno a sé un personaggio alternativo.

La Generazione Z utilizza i social principalmente come un modo per rimanere sempre connessi e sono quindi meno interessati al loro ruolo di fonte d’informazioni. Entro il 2020 i suoi esponenti diventeranno la principale fascia di consumatori e già oggi hanno un potere d’acquisto medio stimato tra 29 e 143 miliardi di dollari a livello mondiale. Per questo i marketer devono comprendere le loro abitudini il prima possibile. Ecco alcune linee guida da seguire.



La Generazione Z preferisce i contenuti agli amici



I Millennials usano i social in modo più attivo, condividendo ciò che stanno facendo e tenendosi in contatto con gli amici. Recentemente anche l’algoritmo di Facebook è andato in questa direzione, premiando nel feed i post dei conoscenti e penalizzando quelli sponsorizzati dai brand e quelli delle pagine. La Generazione Z, invece, utilizza i social principalmente per riempire i tempi morti e visualizzare contenuti d’intrattenimento. In altre parole i giovanissimi preferiscono fruire piuttosto che postare.

Usando i social per intrattenersi, la Generazione Z non tollera l’interruzione dei video in streaming a opera dei brand. Per questo è necessario creare contenuti originali e interessanti che spingano alla condivisione e al coinvolgimento. Spesso è consigliabile non focalizzarsi sui prodotti che si sta cercando di vendere: Red Bull, ad esempio, produce video spettacolari grazie agli sport estremi che sponsorizza, dove non si vede nemmeno una lattina.



Fonte: We Are Social



Meno piattaforme social, più tempo



La Generazione Z tende a essere più selettiva in merito ai social da utilizzare, scegliendo di approfondire la propria esperienza solo su alcuni e tralasciandone altri completamente. Rispetto ai Millennials, infatti, usano quotidianamente un social network in meno (7 contro 8). I dati del GlobalWebIndex fanno luce su un altro aspetto interessante: la Generazione Z sta più tempo sui social rispetto ai Millennials: 3 ore contro 2 ore e 39 minuti al giorno.

I marketer hanno quindi la possibilità di creare maggior engagement, a patto di scegliere i social giusti. Continuando sulla scia di un trend già inaugurato dai Millennials, i giovanissimi stanno lasciando sempre più in massa Twitter e Facebook, i social percepiti come più adulti e seriosi. Youtube e Twitch sono i canali privilegiati per l’intrattenimento, mentre quelli per la condivisione rimangono Snapchat e Instagram.


interazione brand

Fonte: GlobalWebIndex



Gli influencer sono più efficaci



L’influencer marketing è ormai esploso da tempo, diventando la strategia principale dei brand più ricchi e famosi. Questa tendenza sembra potersi confermare anche con la Generazione Z, che sui social è più interessata a seguire le proprie celebrità preferite rispetto alle pagine dei brand. Salgono anche le quotazioni dei nanoinfluencer, più alla portata dei brand emergenti, di cui abbiamo già parlato su questo blog.

I Millennials, invece, prediligono il contatto diretto con i brand e visitano almeno una volta al giorno le pagine social dei loro preferiti. Condividono più facilmente anche i post brandizzati, rendendo la comunicazione più diretta e semplice senza bisogno di intermediari.

Categoria

Social

Tags

shopping,digital,web marketing,Social Media