Voice assistant: la tecnologia del futuro

Voice assistant: la tecnologia del futuro

Gli assistenti vocali sono la nuova frontiera del marketing digitale

voice assistant


Negli ultimi anni abbiamo assistito a un vero e proprio proliferare dei dispositivi di assistenza vocale. Dal suo lancio del 27 marzo 2018 Google Home, primo device di questo tipo a sbarcare in Italia, ha cambiato la vita e il modo di intendere la casa di milioni di persone. Più fresco è invece Amazon Echo, introdotto nel nostro Paese il 23 ottobre ma già importante per varietà di modelli e applicazioni, che in ambito voice sono chiamate skill. Per quanto riguarda Apple, attendiamo ancora l’arrivo del suo Homepod, già molto usato all’estero.

I giganti mondiali della tech stanno investendo pesantemente su questi supporti, ma la voice può davvero essere la tecnologia del futuro?



Dispositivi voice e mercato



Come sempre accade nell’economia, un nuovo settore prospera quando gli altri iniziano a saturarsi. Ogni giorno sui social siamo tempestati da così tanta comunicazione branded che la nostra soglia di attenzione è scesa di molto sotto un livello accettabile per le aziende. I dispositivi vocali, per loro stessa natura, sono un rifugio per chi vuole tornare a una conversazione più intima: potendo parlare solo quando interpellati dall’utente essi risultano molto meno invasivi a livello di proposizione di contenuti.

Non dobbiamo dimenticare, in secondo luogo, che i voice assistant non sono del tutto nuovi nella nostra vita. Utilizziamo ormai da anni le loro versioni mobili: Siri è presente in tutti i device Apple fin dal lontano iPhone 4s, l’Assistente di Google è supportato dai sistemi Android e Cortana alberga anche nel computer Microsoft più umile.

Uno sguardo all’estero ci consente di capire meglio le potenzialità degli smart speaker sul mercato: negli Stati Uniti, da sempre apripista per le nuove tecnologie, oggi sono presenti nel 13% delle abitazioni e la proiezione per il 2022 parla addirittura del 55%. Il mercato di questi dispositivi, entro la stessa data, varrà 40 miliardi di dollari (Voice Commerce Next Major Disruptive Force in Retail, OC & Strategy Consultants Study).

I dispositivi vocali presentano enormi potenzialità anche per quanto riguarda le funzioni applicabili: Alexa, il software all’interno di Amazon Echo, dispone già di oltre 40mila skill e ne vengono prodotte altre 5mila ogni 100 giorni.

Un dato particolarmente eclatante riguarda la penetrazione di questi dispositivi nella vita delle persone. Il web ci ha messo 20 anni a essere utilizzato quotidianamente da più della metà della popolazione mondiale, gli smartphone si sono fermati a 7, le tecnologie voice detengono il record di soli 5 anni.



voice assistant penetrazione



Al centro dell’intero progetto voice ci sono le persone, che iniziano a reputare più semplice parlare con un assistente vocale piuttosto che dover digitare del testo. Un test neurologico sembra dare loro ragione: l’attività cerebrale necessaria per usare uno smart speaker è molto minore di quella che serve per scrivere.



voice assistant cervello



Come tutte le tecnologie emergenti, anche la voice presenta alcuni aspetti ancora da determinare:


  • Modalità di interazione.
  • Modalità di scoperta dei contenuti.
  • Modalità di monetizzazione.
  • Modalità di conversazione.


Le sfide della tecnologia voice per i brand



I brand stanno già studiando modi per sfruttare gli smart speaker per le proprie strategie di web marketing, a cominciare dalla SEO. L’approccio, però, non può che essere diverso da quello adottato per gli altri mezzi di comunicazione.

Il primo aspetto fortemente enfatizzato dai nuovi device è l’utilità: l’utente interagisce con l’assistente solo nel momento in cui ha un problema da risolvere, una mansione da fargli compiere. Per questo i brand non possono permettersi di adottare tattiche invasive e necessitano di una nuova creatività dedicata appositamente alla voice, impossibile da fruire con altri sistemi.

L’altra caratteristica centrale per la profilazione e l’efficacia della comunicazione è il tempo: gli utenti usano i voice assistant con tempistiche e in situazioni ben precise e solo uno sguardo attento ai dati può garantire l’efficacia delle campagne.



Post, Stories e voice: un confronto



Post e Stories sono le modalità principali utilizzate fino a oggi dai brand per comunicare con gli utenti sui social. L’introduzione dell’interazione vocale presenta alcune differenze e altri elementi in comune con essi.


Differenze


Rispetto a post e Stories la voice porta con sé un cambio di prospettiva: se fino a oggi il soggetto che inizia la comunicazione è sempre stato il brand, con i dispositivi vocali è l’utente a inaugurare la conversazione. Se voglio conoscere le previsioni meteo per domani, per esempio, devo chiederlo al mio smart speaker per ottenere una risposta. A seconda delle skill installate e preferite, l’informazione arriverà da 3B Meteo, Meteo.it o altro.



voice assistant confronto

Fonte: We Are Social



Le differenze nel targeting sono una diretta conseguenza. È infatti possibile calibrare Stories e post social in base agli interessi dell’utente, mentre i dispositivi vocali non ricevono info sui gusti e possono basare i loro miglioramenti solo sulle interazioni precedenti.

Anche la conversazione tra brand e utente muta. In questo caso la voice funziona in modo più simile alle Stories, ma diverso dai post: i commenti rimangono infatti privati e non possono essere visualizzati da terzi.


Elementi in comune


Ciò che non deve mancare mai da parte dei brand, qualsiasi sia il medium utilizzato, è l’ascolto delle persone. Stories e Post vengono calibrati sulla base dei feedback degli utenti, mentre le skill degli smart speaker vengono aggiornate partendo dalle interazioni precedenti.

Come già detto, le tre modalità di comunicazione necessitano di un piano editoriale dedicato e della creazione di contenuti su misura per la singola piattaforma.

Con i voice assistant i brand hanno quindi un'altra porta attraverso la quale entrare nella vita delle persone e far parte della società in modo sempre più attivo.

Categoria

Digital

Tags

digital,web marketing